Purim: identikit della festività ebraica più gioiosa.

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Dalla sera di mercoledì 20 marzo a quella di giovedì 21 marzo, si celebrerà Purim, la festa ebraica che ricorda il sovvertimento delle sorti avverse che avrebbero portato allo sterminio di tutti gli Ebrei, circa 2500 anni fa.

Perché si celebra Purim?

Nel Libro di Ester si narra che, in tempi remotissimi, Assuero, re di Persia molto potente che regnava su 127 province, dopo aver ripudiato la moglie, scelse come nuova consorte una bellissima ragazza ebrea di nome Ester, che divenne la nuova regina.

Quando Aman, il perfido primo ministro del re, ottenne da quest’ultimo il permesso di sterminare tutti gli Ebrei del regno in un giorno estratto a sorte (il 13 di Adar), Ester supplicò il marito di risparmiare il suo popolo e, con l’aiuto di D-o, riuscì a salvarlo.

Il perfido Aman fu impiccato, e gli Ebrei poterono difendersi contro chi voleva sconfiggerli. I Saggi decisero che, da quel momento in poi, il 14 di Adar (il giorno dopo la data estratta a sorte da Aman) si sarebbe festeggiato Purim, ossia lo scampato pericolo per gli Ebrei, che videro le loro sorti (purim) letteralmente ribaltate grazie all’intercessione di Ester.

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Come si festeggia Purim?

Il 13 di Adar per tradizione si pratica il digiuno, in ricordo di quello sancito dalla regina Ester, durante il quale il popolo Ebraico fece penitenza per propiziare la propria salvezza.

Il giorno di Purim (il 14) si assiste alla lettura del Libro di Ester nel Tempio, per poi dedicarsi ai festeggiamenti veri e propri, durante i quali i buoni Ebrei saranno tenuti a:

  • Fare doni ed elemosine ai poveri
  • Inviare cibi come regalo agli amici
  • Partecipare al banchetto festivo

Purim è un giorno interamente dedicato all’allegria, durante il quale non vanno versate lacrime: si mangia e si beve in compagnia, ci si maschera (Purim è infatti anche conosciuto come il Carnevale Ebraico), si fanno doni a chi è meno fortunato, per renderlo partecipe della gioia di tutti.

In questo giorno è tradizione mangiare e regalare a parenti e amici dei dolcetti tradizionali, detti “orecchie di Aman”, preparati con uova, zucchero e farina e farciti con la marmellata.

BellaCarne: il ristorante kosher nel cuore del Ghetto di Roma.

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Da anni siamo punto di riferimento non solo per la Comunità Ebraica della Capitale, ma per tutti coloro che prediligono la cucina kosher, preparata secondo tradizione, con materie prime fresche ed ingredienti di prima qualità, utilizzati seguendo le ricette classiche, tramandate da generazioni.

Da BellaCarne troverai piatti tipici della cucina ebraico-romanesca, carni kosher certificate, pane fatto in casa, dolci della tradizione ed una nutrita lista dei vini da gustare in un ambiente ricercato ed accogliente, ideale per pranzi e cene rilassanti, per festeggiare i momenti importanti della vita, o semplicemente per prendersi una pausa golosa durante una passeggiata al Ghetto.

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